Le stanze della disconnessione
Nuovi spazi per il benessere in Ateneo
L'Università di Genova inaugura, al Dipartimento di farmacia – DIFAR, le prime due stanze della disconnessione: nuovi spazi per il benessere della comunità accademica, ambienti dedicati al recupero del benessere psicofisico e alla possibilità di ritagliarsi momenti di silenzio, concentrazione e pause rigenerative lontano dagli stimoli digitali.
Si tratta di un intervento che risponde in modo concreto alla crescente esigenza di contrastare sovraccarico, stress e iperconnessione nella vita accademica contemporanea.
Un progetto in linea con il Piano delle Azioni Positive 2024 dell’Ateneo
L’iniziativa è nata all’interno del quadro delineato dal PAP – Piano delle Azioni Positive 2022-2024 dell’Università di Genova, che aveva tra gli obiettivi principali la promozione del benessere, delle pari opportunità e la predisposizione di un ambiente accogliente e rispettoso per tutte le componenti presenti al suo interno. Il documento sottolineava l’importanza di «promuovere una cultura improntata alle pari opportunità e al rispetto dei diritti fondamentali delle persone» e di intervenire per prevenire ogni forma di discriminazione e favorire condizioni sane e inclusive sia per chi lavora e chi studia.
L’obiettivo è «valorizzare il benessere di chi lavora in UniGe e contrastare ogni forma di discriminazione» attraverso misure, servizi e azioni dedicate, in un’ottica di miglioramento della qualità della vita universitaria.
Il ruolo del progetto PRISMA
Le nuove stanze sono state realizzate anche grazie al supporto del progetto PRISMA – Promuovere Risorse Individuali e Sociali nel Mondo Accademico, iniziativa nazionale che coinvolge otto università italiane, tra cui l’Università di Genova. PRISMA si propone di potenziare il benessere psicologico della comunità studentesca, attraverso attività di ricerca, formazione, potenziamento del counseling e sensibilizzazione sui temi della salute mentale e dell’inclusione. L’obiettivo è creare una cultura accademica più consapevole, attenta e capace di individuare segnali di disagio e prevenire condizioni di vulnerabilità psicologica.
Gli arredi delle stanze, concepiti per favorire quiete, comfort e rilassamento, sono stati forniti proprio nell’ambito di PRISMA, contribuendo a creare ambienti armoniosi e funzionali, dove la cura dello spazio diventa parte integrante del processo di benessere.
Zonta: un sostegno coerente con una missione di empowerment e tutela
Accanto al progetto PRISMA, un ruolo fondamentale è stato svolto anche dall’associazione Zonta, che ha contribuito con una donazione che ha permesso di acquisire alcuni ulteriori arredi. Lo Zonta Club Genova, attivo dal 1973, opera da sempre «in conformità agli obiettivi di Zonta International a sostegno della salute, della sicurezza, dell’educazione e della leadership delle donne» e per contribuire a «porre fine alla violenza contro le donne».
La mission di Zonta, a livello internazionale, è costruire «un mondo migliore per le donne e le ragazze», promuovendo l’uguaglianza di genere, il rispetto dei diritti umani e l’empowerment femminile attraverso programmi educativi, iniziative di advocacy e progetti di servizio globale.
Gli scopi statutari dell’organizzazione includono il miglioramento dello status delle donne «sul piano legale, politico, economico, dell’istruzione, della salute e professionale», attraverso servizi, rappresentanza e azioni di promozione della giustizia sociale e della pace.
Il contributo di Zonta all’allestimento delle stanze della disconnessione si inserisce perfettamente in questa visione: offrire spazi di cura, protezione e rigenerazione significa infatti creare contesti più equi, più sicuri e più attenti alle esigenze dell’individuo. Favorire il benessere psicofisico, in un’ottica inclusiva e rispettosa della dignità di ciascuno, è un passo verso quell’obiettivo di empowerment che Zonta promuove da oltre un secolo.
Perché le stanze della disconnessione sono così importanti?
In un’atmosfera universitaria dove iperconnessione e sovraccarico informativo rischiano di compromettere concentrazione, serenità e qualità della vita, questi spazi rappresentano un presidio fondamentale. Le stanze della disconnessione permettono di sviluppare consapevolezza, auto-regolazione emotiva e gestione dello stress, contribuendo a un ambiente più sostenibile e umano.
La collaborazione tra Dipartimento di farmacia – DIFAR, progetto PRISMA e Zonta ha dato vita non solo a due nuovi ambienti fisici, ma anche a un messaggio forte: l’Università di Genova riconosce il benessere psicofisico come un diritto e una priorità, e investe concretamente nella qualità della vita della propria comunità.
6 marzo 2026
ore 16:00
Dipartimento di farmacia – DIFAR, viale Cembrano 4, Genova
Promotore: Progetto PRISMA, CPO, CUG