Laurea honoris causa in Relazioni Internazionali a Claudio Borio

Il 25 novembre 2025, presso il Palazzo dell’Università in una gremita Aula Magna, dove si sono distinti per numero e interesse studentesse e studenti, ha avuto luogo la cerimonia di conferimento della laurea honoris causa in Relazioni Internazionali all’economista Claudio Borio. A proporlo per il prestigioso titolo è stato il Dipartimento di Scienze Politiche (DiSPI) «per il suo contributo all’analisi del ciclo finanziario -interno e internazionale – e per le indicazioni che da questa analisi sono derivate nell’adottare misure di policy che consentono di meglio prevenire crisi e di garantire una più elevata stabilità del sistema monetario internazionale», come precisato nelle motivazioni, lette da Daniela Preda, direttrice del DISPI.

Una carriera quasi interamente trascorsa alla Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) quella di Claudio Borio: assunto nel 1987, vi ha ricoperto posizioni di sempre maggiore responsabilità fino a essere nominato capo del Dipartimento Monetario ed Economico, ruolo che ha rivestito dal 2013 fino al 2024, anno del suo pensionamento.

Nella sua laudatio Elena Seghezza, ordinaria di Politica economica ha sottolineato come, nei suoi quattro decenni alla BRI, Borio non solo abbia influenzato il pensiero e il modo di lavorare di questa istituzione, ma abbia anche dato un significativo apporto a cambiare il modo di pensare la moneta e la finanza e i loro nessi con l’economia reale, focalizzando l’attenzione su come la politica monetaria non possa reagire solo a scostamenti dell’inflazione dal target ma debba anche essere in grado di prevenire cicli finanziari che, caratterizzandosi per una abnorme crescita del credito, possono condurre pur in un contesto di prezzi stabili, a bolle finanziarie o immobiliari.

Il Rettore Delfino e Claudio Borio
Il Rettore Delfino e Claudio Borio

E proprio la necessità di una “veduta lunga” ha rappresentato il nucleo della lectio magistralis del neolaureato che, riferendosi al complesso contesto geopolitico attuale, ha ribadito l’importanza di mantenere margini di sicurezza nelle politiche monetario e di bilancio espansivo, per far fronte sia a recessioni future sia a “shock” più difficilmente prevedibili ed esogeni rispetto all’economia, come ad esempio il Covid. Riconosciuto che «l’economia mondiale ha dato prova di sorprendente resilienza di fronte agli scossoni politici e geo-politici dell’ultimo anno, in particolare alla guerra dei dazi in atto», Claudio Borio ha concluso il suo intervento avvertendo sull’urgenza di un cambio di rotta a garanzia di una stabilità a lungo termine della macroeconomia. «Forse penserete che il quadro che ho tracciato sia troppo pessimista. Può darsi. Ma ho sempre creduto che Gramsci avesse ragione quando notava che per raggiungere obiettivi ambiziosi ci fosse bisogno “del pessimismo dell’intelligenza, e l’ottimismo della volontà”».

Claudio Borio
Claudio Borio
di Chiara Colella