SCORE: osservare il lavoro di squadra per rendere più efficace la formazione in simulazione
Un progetto dell’Università di Genova per integrare ricerca sulle competenze non tecniche, simulazione sanitaria e uso consapevole dell’intelligenza artificiale.
Una situazione clinica complessa richiede conoscenze e abilità tecniche, ma la qualità della prestazione dipende anche da come le persone comunicano, prendono decisioni, distribuiscono i compiti e mantengono una comprensione condivisa di ciò che sta accadendo. Questi comportamenti rientrano nelle cosiddette competenze non tecniche, o Non-Technical Skills: comunicazione, leadership, coordinamento, consapevolezza situazionale, decision making e gestione del carico di lavoro.
Il progetto SCORE – Simulazione Comportamentale per l’Ottimizzazione e la Rilevazione delle competenze Essenziali nasce per migliorare il modo in cui queste competenze vengono osservate e discusse durante la formazione sanitaria basata sulla simulazione.
Il progetto, finanziato nell’ambito del PR FESR Liguria 2021–2027, Azione 1.1.1, riunisce il SIMAV – Centro di simulazione e formazione avanzata dell’Università di Genova, MCS Medical Care Systems, Spock S.r.l. e VIE – Valorizzazione Innovazione Empowerment. Il SIMAV guida la componente scientifica dedicata alla definizione degli indicatori comportamentali e alla loro applicazione nei contesti formativi.
5 settembre 2026, Genova
Photo credits: vie-srl.com
La simulazione come metodo formativo
La simulazione permette a studenti e professionisti di affrontare situazioni complesse in un ambiente controllato, nel quale è possibile commettere errori, analizzarli e ripetere l’esperienza senza mettere a rischio i pazienti.
Il suo valore formativo non dipende però soltanto dal realismo dello spazio, dalla qualità dei simulatori o dalla complessità dello scenario clinico. Una parte decisiva dell’apprendimento si realizza nel debriefing, quando i partecipanti, con la guida di un facilitatore, ricostruiscono ciò che è accaduto e riflettono sulle decisioni assunte, sulle interazioni e sulle alternative possibili.
Il debriefing trasforma l’esperienza in apprendimento. Richiede però al formatore un compito molto impegnativo. Durante la simulazione deve seguire lo svolgimento clinico del caso, le azioni dei singoli partecipanti, le comunicazioni, la distribuzione dei ruoli e l’evoluzione del gruppo. Anche un osservatore esperto può perdere alcuni passaggi o ricordarli in modo incompleto.
SCORE intende offrire un supporto a questa attività. Attraverso l’analisi delle registrazioni audio e video, il sistema cercherà di rilevare alcuni eventi osservabili: chi prende la parola e quando, come si distribuiscono gli interventi, quanto tempo intercorre tra una richiesta e una risposta, se le persone si interrompono, come si muovono nello spazio e verso chi orientano l’attenzione.
Questi dati non costituiscono, da soli, una valutazione della competenza. Parlare molto, per esempio, non significa necessariamente esercitare una buona leadership; una sovrapposizione vocale può segnalare una difficoltà comunicativa, ma può anche essere una risposta comprensibile a una situazione di emergenza. Il significato di un comportamento dipende dal compito, dal momento e dalle relazioni tra i componenti del team.
Per questa ragione SCORE non è pensato per sostituire il giudizio del formatore. La tecnologia dovrà fornire dati utili a orientare l’osservazione, recuperare episodi significativi e formulare domande più precise durante il debriefing.
Dalla valutazione impressionistica a una discussione basata sui dati
Chi conduce un debriefing lavora spesso con appunti, ricordi e impressioni maturate durante lo scenario. Le griglie validate per l’osservazione delle competenze non tecniche offrono un riferimento più strutturato, ma richiedono formazione, attenzione e tempo. Inoltre, valutatori diversi possono attribuire significati differenti allo stesso comportamento.
Un sistema di analisi automatizzata potrebbe ridurre parte di questo carico osservativo. Il formatore potrebbe disporre di una rappresentazione temporale delle interazioni e tornare rapidamente ai momenti più rilevanti: una richiesta rimasta senza risposta, un’informazione che non è stata condivisa, una fase nella quale la comunicazione si è concentrata su una sola persona o un cambiamento nella disposizione spaziale del gruppo.
Il vantaggio formativo consiste nel rendere il confronto più concreto e documentato oltre la semplice valutazione quantitativa di una prestazione o, peggio ancora, un riscontro generico e poco utile. Invece di affermare genericamente che "il gruppo non ha comunicato bene", il facilitatore può individuare un episodio, rivederlo con i partecipanti e chiedere quali informazioni fossero disponibili, come siano state interpretate e quali modalità di coordinamento avrebbero potuto essere adottate. In questa prospettiva, il dato diventa uno stimolo alla riflessione, un feedback costruttivo orientato alla crescita e non una sentenza sulla prestazione.
I passaggi del progetto
La prima fase di SCORE è dedicata alla costruzione delle basi scientifiche del sistema. Il SIMAV coordinerà l’analisi della letteratura sui modelli di competenza non tecnica, sugli indicatori comportamentali e sugli strumenti di osservazione impiegati nella simulazione sanitaria.
L’obiettivo sarà distinguere tra ciò che possiede un fondamento psicologico e formativo e ciò che può essere rilevato attraverso le registrazioni. Non tutto ciò che è importante è direttamente visibile; allo stesso tempo, non tutto ciò che può essere misurato ha un significato formativo.
Questa fase porterà alla costruzione di una matrice che collegherà i domini delle competenze non tecniche, i comportamenti osservabili e le misure ricavabili dai segnali audio e video. Saranno inoltre analizzate le dotazioni presenti nei centri di simulazione, affinché il sistema possa essere utilizzato con telecamere e microfoni normalmente disponibili, senza richiedere allestimenti difficili da sostenere.
La seconda fase riguarderà la progettazione dell’applicazione e dell’interfaccia destinata ai formatori. La selezione delle informazioni da mostrare sarà decisiva. Una dashboard ricca di dati, ma difficile da leggere o scollegata dalle esigenze del debriefing, avrebbe un’utilità limitata. La progettazione dovrà quindi partire dalle attività reali dei formatori, dai loro tempi di lavoro e dalle domande che guidano la riflessione dopo la simulazione.
Seguiranno lo sviluppo e la sperimentazione del prototipo. Il sistema sarà inizialmente testato su registrazioni già disponibili e poi impiegato in nuove sessioni di simulazione. Il primo ambito applicativo sarà quello ostetrico, caratterizzato da situazioni nelle quali il coordinamento tra professionalità diverse assume particolare rilevanza. L’architettura sarà comunque progettata per essere adattata ad altri contesti sanitari.
La validazione riguarderà due aspetti distinti. Da una parte sarà necessario verificare se il sistema riconosce correttamente gli eventi osservabili. Dall’altra occorrerà stabilire se le informazioni prodotte siano comprensibili, pertinenti e utili per chi conduce la formazione. L’accuratezza della rilevazione, infatti, non garantisce automaticamente l’efficacia didattica, che passa per forza di cose dalla mediazione del formatore e dalla relazione che instaura coi discenti.
Tecnologia e innovazione didattica
SCORE si colloca in una riflessione più ampia sull’innovazione didattica universitaria. Introdurre una tecnologia in un’attività formativa non produce, di per sé, un miglioramento dell’apprendimento. È un tema che nel nostro UniGe Teaching and Learning Centre ribadiamo da anni: la parola innovazione significa qualità, non banale novità. Il risultato dipende dal modo in cui lo strumento viene inserito nella progettazione didattica, dalla preparazione dei docenti e dalla qualità delle attività richieste agli studenti.
Questo principio vale anche per la simulazione. La disponibilità di ambienti ad alta fedeltà, sistemi di registrazione e strumenti di analisi può ampliare le possibilità formative, ma richiede docenti capaci di progettare scenari coerenti con gli obiettivi di apprendimento, osservare i processi di gruppo e condurre debriefing nei quali i partecipanti siano coinvolti attivamente.
Il progetto dovrà quindi procedere insieme ad attività di faculty development rivolte ai formatori. Sarà necessario imparare a interpretare i dati senza trasformarli in giudizi automatici, riconoscerne i limiti e utilizzarli per sostenere domande, confronto e consapevolezza.
L’intelligenza artificiale può aiutare il docente a gestire una quantità di informazioni difficile da osservare in tempo reale. La responsabilità di attribuire significato a quelle informazioni e di trasformarle in apprendimento resta però una responsabilità educativa.
Le possibili ricadute
La prima ricaduta attesa riguarda la qualità del debriefing. Un accesso più rapido a episodi e comportamenti rilevanti può rendere la discussione più precisa e ridurre il rischio che alcuni aspetti del lavoro di squadra vengano trascurati.
Una seconda ricaduta riguarda la formazione dei facilitatori. Il sistema potrà offrire materiali utili per imparare a osservare le dinamiche di gruppo, confrontare valutazioni diverse e sviluppare criteri condivisi.
SCORE potrà inoltre contribuire alla ricerca sulla simulazione. La disponibilità di dati strutturati permetterà di studiare come cambiano le interazioni tra i membri di un team, quali configurazioni comunicative ricorrono nelle diverse fasi di uno scenario e come le modalità di collaborazione evolvono con la formazione.
In prospettiva, l’impostazione del progetto potrà essere applicata anche al di fuori della sanità. Molti contesti professionali richiedono infatti di coordinare competenze differenti, prendere decisioni sotto pressione e gestire situazioni nelle quali la qualità delle relazioni incide sull’esito del lavoro.
La sfida principale di SCORE sarà mantenere un rapporto corretto tra capacità tecnologica e validità formativa. Il progetto avrà raggiunto il suo obiettivo se consentirà ai formatori di osservare meglio, ai partecipanti di riflettere con maggiore precisione e ai gruppi di trasformare l’esperienza simulata in competenze utilizzabili nella pratica professionale.
Fabrizio Bracco è responsabile scientifico del progetto SCORE, docente di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni e delegato del Rettore per l’innovazione didattica e il faculty development dell’Università di Genova.