Genova, una città per la scienza dei materiali
NANO 2026 ha portato a Genova la comunità scientifica internazionale dei materiali nanostrutturati. Dalla conferenza lo sguardo si allarga su un ecosistema che unisce ricerca, formazione e industria e su una nuova generazione di ricercatrici e ricercatori UniGe.
Energia, ambiente, salute, tecnologie avanzate: dietro alcune delle grandi sfide scientifiche e tecnologiche del nostro tempo c'è la capacità di comprendere la materia, controllarne le proprietà e progettare nuovi materiali con funzionalità sempre più specifiche.
Dal 7 all'11 settembre 2026, l'Università di Genova, presso la prestigiosa sede del Dipartimento architettura e design - DAD, ha ospitato la 16th International Conference on Nanostructured Materials – NANO 2026, appuntamento internazionale dedicato alla ricerca sui materiali nanostrutturati e sulle nanotecnologie.
La conferenza ha riunito ricercatrici e ricercatori provenienti da università, enti di ricerca e istituzioni internazionali, con competenze che spaziano dalla sintesi e progettazione dei nanomateriali alla loro caratterizzazione strutturale, chimico-fisica e funzionale, fino allo sviluppo di nuove applicazioni tecnologiche.
Tra i chair della conferenza, Davide Peddis, docente UniGe di Chimica fisica, Sara Laureti e Gaspare Varvaro dell’Istituto di Struttura della Materia del CNR (CNR-ISM), insieme a Sawssen Slimani, ricercatrice UniGe di Chimica fisica e chair del comitato organizzatore, hanno voluto affiancare al programma scientifico anche un momento di apertura alla città, per creare una connessione tra una comunità inevitabilmente specialistica e il territorio che l’ha ospitata.
Quando gli impianti comunicano attraverso le molecole
Il punto di partenza è stato uno degli appuntamenti ospitati all'interno di NANO 2026: il Mid-Term Forum del progetto europeo ERMES, coordinato da Nunzio Tuccitto dell'Università di Catania.
Dal titolo "When implants speak the language of molecules – molecular communication for active implantable medical devices", il Forum ha affrontato le nuove prospettive della comunicazione molecolare applicata ai dispositivi medici impiantabili attivi.
Al confronto hanno partecipato competenze scientifiche, tecnologiche e cliniche differenti. Tra gli interventi, quelli di Antonio Uccelli, rettore eletto dell'Università di Genova per il sessennio 2026-2032, dedicato alle esigenze mediche e all'accettazione delle nuove tecnologie da parte delle persone; Elisabetta Colombo, IIT e NSYN@UniGe, sulle interfacce neurali e le protesi retiniche; e dello stesso Davide Peddis, sulle prospettive offerte dai nanomateriali.
Da questo confronto è nato anche l'incontro di divulgazione con Nunzio Tuccitto, organizzato in collaborazione con l'Associazione Amici del Festival della Scienza e la Fondazione Il Secolo XIX, che lo ha ospitato. L'obiettivo era portare fuori dalla conferenza una riflessione più ampia: partire dalla comunicazione molecolare per raccontare il ruolo centrale che la scienza dei materiali può avere nello sviluppo delle tecnologie del futuro.
Genova e la scienza dei materiali
La scelta di aprire questo dialogo proprio a Genova non è casuale.
Sul territorio convivono infatti competenze sviluppate dall'Università di Genova, dall'IIT – Istituto Italiano di Tecnologia e da diversi istituti del CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, insieme a un tessuto industriale caratterizzato dalla presenza di imprese ad alto contenuto tecnologico.
La specificità di questo sistema è soprattutto la sua interdisciplinarità. Chimica, fisica, ingegneria, scienze della vita e tecnologie dell'informazione contribuiscono allo studio dei materiali, dalla progettazione e sintesi fino alla caratterizzazione, allo sviluppo di dispositivi e alle applicazioni.
In UniGe la ricerca comprende, tra gli altri ambiti, materiali avanzati e nanomateriali, superfici, materiali magnetici, materiali per l'energia, polimeri e compositi, biomateriali, elettronica e fotonica. IIT aggiunge competenze nei materiali funzionali, nelle nanotecnologie, nella bioingegneria e nelle tecnologie per la salute, mentre gli istituti CNR presenti sul territorio ampliano ulteriormente lo spettro delle attività scientifiche.
A questa componente si affianca l'industria. Realtà come Ansaldo Energia lavorano in settori nei quali materiali avanzati, rivestimenti e comportamento della materia in condizioni operative estreme sono fondamentali; ASG Superconductors sviluppa invece tecnologie basate sui materiali superconduttori e sistemi magnetici avanzati, con applicazioni che vanno dalla ricerca alle tecnologie medicali e alle grandi infrastrutture.
Ne emerge un ecosistema nel quale ricerca fondamentale, ricerca applicata e sviluppo industriale possono incontrarsi lungo l'intera catena che porta dalla comprensione delle proprietà della materia alla progettazione di nuove tecnologie.
Formare nuove competenze
Questa vocazione si riflette anche nell'offerta formativa dell'Università di Genova.
Il percorso parte dalla laurea in Scienza dei materiali, che integra solide basi di chimica, fisica e matematica con una significativa formazione sperimentale.
A livello magistrale, Advanced Materials Science and Technology (AMST) approfondisce la progettazione, preparazione e caratterizzazione di materiali avanzati e nanostrutturati e le relazioni tra struttura, proprietà e funzionalità. A questo corso si affianca Sustainable polyMer And pRocess chemisTry (SMART), dedicato ai materiali polimerici, ai processi chimici sostenibili, alla catalisi, all'eco-design e all'economia circolare, con particolare attenzione al riutilizzo, all'upcycling e alla gestione del fine vita dei materiali.
Oltre alla laurea e alle lauree magistrali, il percorso prosegue all’Università di Genova con il dottorato in Scienze e tecnologie della chimica e dei materiali, dedicato alla formazione avanzata e alla ricerca sui materiali.
Quattro percorsi che permettono di avvicinarsi alla scienza dei materiali da prospettive complementari e che mantengono un forte legame con le attività dei gruppi di ricerca e con il sistema scientifico e industriale del territorio.
Dalla luce alle onde gravitazionali: tre progetti FIS
A testimoniare la vitalità della ricerca UniGe in questo settore sono anche i risultati ottenuti da una nuova generazione di ricercatrici e ricercatori, protagonisti della ricerca avanzata e al tempo stesso attivamente impegnati nella didattica dei corsi dell'area di Scienza dei materiali, creando così un legame diretto tra ricerca e formazione delle nuove generazioni.
Negli ultimi tre anni Federico Locardi, Paola Lova e Michele Magnozzi, coinvolti nei percorsi formativi dell'Ateneo, hanno ottenuto ciascuno un finanziamento nell'ambito del Fondo Italiano per la Scienza (FIS), programma nazionale competitivo per il sostegno alla ricerca scientifica di eccellenza.
Federico Locardi
ricercatore UniGe di Chimica fisica, ha ottenuto circa 1,3 milioni di euro per cinque anni con DELPHI – Design of Persistent Luminescence Nanocrystals for round-the-clock photovoltaic. Il progetto studia nanomateriali luminescenti capaci di immagazzinare energia luminosa e rilasciarla progressivamente, esplorando nuove strategie per affrontare l'intermittenza nella produzione di energia fotovoltaica.
Paola Lova
ricercatrice UniGe di Chimica industriale, è Principal Investigator di LOOP – Fluoride Recovery from Persistent Fluoroalkyl Pollutants with Tandem Solar Paints, finanziato con oltre un milione di euro. La ricerca utilizza materiali e rivestimenti fotoattivi alimentati dalla luce solare per affrontare il problema dei PFAS, puntando non soltanto alla loro degradazione, ma anche al recupero del fluoro.
Michele Magnozzi
ricercatore di Fisica sperimentale della materia al Dipartimento di Fisica, ha ottenuto un FIS 3 Starting Grant con LANCET – Lowering optical absorption in coating materials for cryogenic mirrors in Einstein Telescope. Il progetto è dedicato allo sviluppo di materiali e rivestimenti ottici a bassissimo assorbimento per gli specchi criogenici dell'Einstein Telescope, la futura infrastruttura europea per la rivelazione delle onde gravitazionali.
Una materia, molte sfide
Fotovoltaico, contaminanti persistenti, onde gravitazionali: tre sfide apparentemente lontanissime che condividono un elemento fondamentale. Per affrontarle è necessario comprendere, progettare e controllare le proprietà della materia, attraversando non solo scale spaziali diverse, fino ai livelli micro- e nanometrici, ma anche scale temporali che possono estendersi dai processi ultrarapidi che governano la risposta della materia fino ai fenomeni di trasformazione, degrado e persistenza che si sviluppano nell’arco di anni o decenni.
È proprio questa capacità di attraversare discipline, domini spaziali e temporali e applicazioni diverse, mettendo in relazione formazione, ricerca e innovazione, a rendere la scienza dei materiali uno degli ambiti nei quali Genova può esprimere una vocazione scientifica e tecnologica particolarmente significativa.




