Insegnare si impara insieme: 10 anni della Comunità di Pratica di Scienze MFN

C'è un appuntamento che, da quasi dieci anni, si ripete con regolarità all'Università di Genova: una volta al mese, nell'ora di pranzo, docenti della Scuola di scienze matematiche, fisiche e naturali si ritrovano attorno a un tavolo. Non per discutere di ricerca o di questioni amministrative, ma per confrontarsi su un tema che riguarda tutte e tutti: come insegnare meglio.

A marzo 2026 questo gruppo ha raggiunto un traguardo significativo: il 75° incontro della Comunità di Pratica (CdP), un'esperienza nata nel 2017 che negli anni è diventata uno spazio stabile di confronto, sperimentazione e crescita condivisa.

Una comunità di pratica è un gruppo di persone che condivide un interesse comune e che, attraverso il confronto continuo, sviluppa conoscenze e competenze. Nel caso della Scuola di scienze matematiche, fisiche e naturali, il punto di partenza è la didattica universitaria: come coinvolgere maggiormente studentesse e studenti, come rendere più efficaci le lezioni, come valutare l'apprendimento, quali strumenti utilizzare per affrontare le trasformazioni della formazione universitaria.

L'iniziativa è stata avviata da Marilena Carnasciali e Antonella Lotti, docenti da anni impegnate nella ricerca sulla didattica innovativa, e ha coinvolto nel tempo docenti di discipline diverse, dall'informatica alla matematica, dalla chimica alla biologia, dalla fisica alle scienze della Terra. È proprio questa varietà a rappresentare uno dei punti di forza della Comunità: esperienze differenti che si incontrano e si contaminano, facendo emergere idee e soluzioni che difficilmente nascerebbero all'interno di un singolo corso di studio.

Gli incontri si svolgono con modalità semplici e informali. Si pranza insieme e poi si discutono esperienze, dubbi, strumenti e buone pratiche. Chi partecipa può proporre un argomento, raccontare un'attività sperimentata in aula o chiedere un confronto su una difficoltà incontrata durante l'insegnamento. Il valore aggiunto non sta tanto nelle risposte definitive, quanto nella possibilità di osservare gli stessi problemi da prospettive diverse e costruire, incontro dopo incontro, un patrimonio comune di esperienze.

La Comunità ha continuato a riunirsi anche durante la pandemia da Covid-19, trasferendo online gli incontri mensili senza interrompere il confronto. Un'esperienza che ha contribuito a consolidare modalità di partecipazione oggi diventate parte integrante della vita del gruppo, spesso in forma mista, tra presenza e collegamento a distanza.

Tra i momenti più significativi del percorso c'è stata anche un'esperienza residenziale di tre giorni, organizzata nel 2023 alla Penicina, sull'Appennino del Monte Penice. Lontano dalle aule universitarie, il gruppo ha alternato sessioni di lavoro, brainstorming, passeggiate nella natura e momenti conviviali. Un'occasione per riflettere sui risultati raggiunti, immaginare nuovi sviluppi della Comunità e rafforzare relazioni costruite nel tempo.

In questi anni gli argomenti affrontati sono stati molti: dalle metodologie didattiche partecipative alla gamification, dall'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella didattica alla valutazione dell'apprendimento, fino ai temi del benessere psicologico delle studentesse e degli studenti e dello sviluppo delle competenze trasversali. Più che un elenco di strumenti, questi raccontano un modo di concepire l'insegnamento come un processo in continua evoluzione, che richiede confronto, sperimentazione e aggiornamento costante.

Il 75° incontro non rappresenta quindi un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso che continua. Perché se l'università è il luogo in cui si impara, è anche il luogo in cui chi insegna continua, ogni giorno, a mettersi in gioco.


Il materiale informativo sulle attività in corso è disponibile su AulaWeb.

di Eliana Ruffoni