Laurea honoris causa in Computer Engineering a Stefano Barrese
Il 16 settembre 2026, nell’Aula Magna del Palazzo dell’Università ha avuto luogo la cerimonia di conferimento della laurea honoris causa in Computer Engineering a Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa SanPaolo. A proporlo per il prestigioso titolo è stato il Dipartimento di Informatica, Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei Sistemi - DIBRIS.
Dopo i saluti istituzionali del rettore, ha preso la parola la preside della Scuola Politecnica, Patrizia Perego, che ha evidenziato come il candidato «richiami i valori più autentici della nostra Scuola: il rigore, il dialogo tra conoscenze diverse e la capacità di guardare al cambiamento senza perdere mai di vista le persone. Perché l’innovazione ha davvero valore quando migliora la vita, amplia le possibilità e diventa occasione di crescita condivisa».
Il direttore del DIBRIS, Sergio Martinoia, ha letto le motivazioni che hanno portato al conferimento del titolo, ricordando «il sostegno di Stefano Barrese a un modello di innovazione fondato sull’integrazione tra canali fisici e digitali […] promuovendo piattaforme informatiche con importanti ricadute sociali».
A seguire la laudatio di Davide Anguita, molto apprezzata dal pubblico in sala per la chiarezza dell’esposizione e per le riflessioni proposte. In particolar modo, la lettura del percorso professionale e umano di Barrese riassumibile, secondo il docente, in cinque parole chiave «coraggio, ingegno, pragmatismo, semplicità, rigore e responsabilità», che «non sono virtù esclusive di una professione ma considerate insieme, esprimono la cultura ingegneristica nella quale la conoscenza diventa progetto e il progetto diventa servizio».
Al termine della laudatio¸ il rettore ha consegnato la pergamena di laurea e la medaglia d’argento dell’Ateneo al neolaureato.
Stefano Barrese nella la sua lectio magistralis La tecnologia in banca e il suo rapporto con le persone: ieri, oggi e domani, definendosi «un bancario tra gli ingegneri» ha sottolineato come nel mondo di oggi sia strategico che le discipline non «siano compartimenti stagni» perché «non esistono confini rigidi tra i saperi. Le conoscenze si incontrano, si contaminano, si arricchiscono reciprocamente». Dall’abaco all’intelligenza artificiale, l’excursus storico della lectio ha portato alla riflessione che la tecnologia più avanzata, comunque, non sarà mai dotata di umana empatia e quindi, ha esortato Stefano Barrese, «dobbiamo tornare a mettere al centro la mente umana che li orienta, li controlla, li interroga, interpreta i risultati, si chiede se la domanda e la risposta data siano quelle giuste». Stefano Barrese ha concluso richiamando ancora una volta la centralità dell’essere umano in un mondo tecnologico, sottolineando che «il senso di quello che facciamo — il porto verso cui vale la pena navigare — dipende sempre dalle persone che vogliamo essere e che vogliamo aiutare».