UniGe coordina NAT-BUILD, progetto europeo per decarbonizzare l’edilizia
NAT-BUILD: un progetto europeo per costruire in modo sostenibile ispirandosi alla natura
Utilizzare la terra come risorsa per costruire in modo più sostenibile, riducendo l’impatto ambientale dell’edilizia: è questo l’obiettivo del progetto NAT-BUILD – Mimicking nature to valorise earth as a building resource, selezionato per il finanziamento nell’ambito del programma europeo Marie Skłodowska-Curie Actions – Doctoral Network 2025.
Il progetto, coordinato dal Dipartimento di ingegneria civile, chimica e ambientale - DICCA dell’Università di Genova, con Agostino Walter Bruno come principal investigator, prevede un finanziamento complessivo di 4,56 milioni di euro e coinvolge 11 partner accademici e industriali. Sono inoltre previste 15 borse di dottorato, per dare vita a un percorso di formazione internazionale e interdisciplinare.
L'idea alla base di NAT-BUILD è semplice ma innovativa: la terra, materiale naturale e ampiamente disponibile, può diventare una soluzione efficace per decarbonizzare il settore delle costruzioni, uno dei principali responsabili delle emissioni globali. Le tecnologie costruttive basate sulla terra consentono infatti di ridurre:
- il consumo di risorse naturali;
- l’energia necessaria per la produzione e il trasporto dei materiali;
- i consumi energetici degli edifici durante il loro utilizzo;
- l’impatto ambientale nella fase di demolizione e smaltimento.
Inoltre, grazie alla capacità della terra di immagazzinare e rilasciare acqua, queste soluzioni possono contribuire allo sviluppo di sistemi innovativi per tetti verdi e per la gestione sostenibile delle acque urbane, particolarmente rilevanti in un contesto di cambiamenti climatici.
Nonostante il loro potenziale, queste tecnologie non sono ancora diffuse su larga scala, a causa di criticità legate alla resistenza meccanica, alla durabilità e alla mancanza di metodologie consolidate per valutarne i benefici ambientali. Il progetto NAT-BUILD mira a superare questi ostacoli attraverso un approccio ispirato alla natura (nature-mimicking), che combina metodi sperimentali, numerici e analitici in un contesto multidisciplinare e di collaborazione tra università e imprese.
L'elemento centrale del progetto è la formazione: i 15 dottorandi e dottorande coinvolti saranno impegnati in altrettanti progetti di ricerca interconnessi e acquisiranno competenze avanzate non solo scientifiche, ma anche trasversali, legate all’innovazione, alla comunicazione e all’impatto sociale della ricerca.
NAT-BUILD si inserisce nel crescente impegno europeo verso pratiche edilizie sostenibili e contribuisce a formare una nuova generazione di professioniste e professionisti in grado di affrontare le sfide future dell’ingegneria civile e della transizione ecologica.