Sanità globale, nasce TECA: da Genova il teleconsulto che supporta i medici in Africa
Presentato il progetto TECA – Rete interdisciplinare di teleconsulto per la cooperazione sanitaria con l’Africa, un’iniziativa promossa dall’Università di Genova in collaborazione con Medici in Africa e l’Ordine dei Medici di Genova. L’obiettivo è creare un’unità strutturata di teleconsulto specialistico capace di offrire supporto clinico e scientifico a distanza ai medici impegnati in ospedali e centri sanitari africani, in particolare nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda.
Il progetto deriva dall’esperienza sul campo maturata negli anni e dalla richiesta concreta di supporto avanzata da alcune strutture sanitarie partner, che operano in contesti caratterizzati da risorse limitate, difficoltà logistiche e accesso non sempre continuo a competenze specialistiche. In questo scenario, TECA si propone come uno strumento concreto, sostenibile e ad alto impatto, in grado di mettere in rete competenze mediche diverse e favorire un confronto clinico qualificato e continuativo.
«Presentiamo oggi l’avvio di un’unità multidisciplinare di teleconsulto promossa da Medici in Africa a supporto dell’Ospedale Saint Luc, nel Congo Centrale», ha spiegato Edoardo Berti Riboli, professore emerito dell’Università di Genova e presidente di Medici in Africa. «L’iniziativa nasce per offrire consulenza clinica specialistica a distanza ai colleghi impegnati in una realtà sanitaria di grande valore e complessità, attraverso un gruppo di specialisti genovesi afferenti all’Università e all’Ordine dei Medici, che si riunirà con cadenza quindicinale».
L’Ospedale Saint Luc, situato nei pressi di Kisantu in un’area remota del Congo Centrale, rappresenta una realtà sanitaria di riferimento per il territorio: una struttura organizzata, con 350 posti letto e un ruolo fondamentale nell’assistenza locale, ma con un numero limitato di specialisti: i 18 medici attualmente in servizio sono prevalentemente generalisti, fatta eccezione per il radiologo e l’anestesista. Proprio da qui è emersa l’esigenza di un supporto sistematico per la gestione di casi clinici complessi, dalla diagnosi differenziale all’impostazione terapeutica e al follow-up.
«Molti ospedali africani non dispongono delle apparecchiature diagnostiche che per noi, in Italia, sono ormai di uso comune. In particolare, l’Ospedale Saint Luc, che beneficia delle nostre consulenze, non ha a disposizione strumenti come TAC, risonanza magnetica o endoscopia. Questo significa – ha aggiunto Berti Riboli – che lo specialista chiamato a esprimere un parere deve lavorare in condizioni molto diverse da quelle abituali: è come compiere un salto indietro di diversi decenni, tornando a una medicina fondata soprattutto sull’osservazione clinica, sull’anamnesi e sui sintomi riferiti dal paziente. Per questo il teleconsulto richiede ai nostri specialisti un impegno significativo: non possono contare sul supporto della diagnostica avanzata e devono affidarsi in misura ancora maggiore alla propria esperienza, alla competenza clinica e alla capacità di orientare le decisioni terapeutiche anche con risorse limitate».
Il modello di funzionamento di TECA prevede la raccolta strutturata dei casi clinici da parte dei medici sul campo e la loro discussione periodica all’interno di un team multidisciplinare di specialisti italiani, provenienti da ambito universitario, ospedaliero e territoriale. Le riunioni, con cadenza regolare, consentiranno di formulare pareri motivati e adattati alle condizioni operative locali, nel rispetto del ruolo centrale dei medici che seguono direttamente i pazienti.
L’iniziativa non si propone infatti di sostituire i professionisti presenti nei contesti di cura, ma di affiancarli in un’ottica di collaborazione tra pari, valorizzando il confronto, la condivisione delle competenze e la costruzione di relazioni professionali durature. Un approccio che punta non solo a migliorare la qualità delle decisioni cliniche, ma anche a rafforzare le competenze locali e a ridurre l’isolamento professionale.
Accanto al supporto clinico, TECA apre inoltre prospettive di sviluppo in ambito formativo e di ricerca, con la possibilità di attivare nel tempo percorsi condivisi, attività di formazione a distanza e collaborazioni accademiche più strutturate.
Il progetto si configura così come un modello di cooperazione sanitaria fondato su reciprocità, continuità e qualità, capace di connettere esperienze e competenze diverse per rispondere in modo concreto ai bisogni dei pazienti e dei professionisti della salute.