Contamination Lab: il kick off della seconda edizione

Inizia la seconda edizione di Contamination Lab, il laboratorio dell’Università di Genova che avvicina studenti, persone neolaureate e dottorande al mondo dell’innovazione e dell’imprenditorialità attraverso lo sviluppo di progetti innovativi in team multidisciplinari.

Sei mesi di formazione iniziati lunedì 26 gennaio 2026 con il Kick off Meeting. Una prima occasione di incontro per le persone selezionate per questo percorso formativo di eccellenza, supportato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e organizzato dal Settore valorizzazione della ricerca, trasferimento tecnologico e rapporti con le imprese dell’Università di Genova.

Il sapere di UniGe per alimentare l’ecosistema dell’innovazione

Le quaranta persone selezionate dal comitato scientifico di CLab, provengono da tutte le Scuole dell’Ateneo con l’obiettivo di “contaminare” le loro conoscenze e competenze, acquisendo gli strumenti per gestire progetti all’interno di un ambiente imprenditoriale reale e imparando a coordinarsi in gruppi di lavoro multidisciplinari e multiculturali.

CLab è la porta di accesso all’ecosistema dell’innovazione ligure, la rete di cui UniGe è parte integrante, fatta di imprese, startup, istituzioni e associazioni che collaborano per alimentare lo sviluppo economico e sociale. 
All’interno di questo contesto in forte crescita, l’iniziativa dell’ateneo genovese è diventata una realtà riconosciuta, capace di contribuire in modo significativo all’accelerazione dei processi di trasferimento tecnologico e di conoscenza tra le realtà del nostro territorio.

Una stagione florida in cui valorizzare il capitale umano

A inaugurare il Kickoff meeting è stato il messaggio del Rettore, Federico Delfino, che ha evidenziato come il Contamination Lab sia fondamentale per farsi strada nel mondo del lavoro e per creare un network favorevole, in particolare a Genova e in Liguria dove si sta vivendo una stagione florida, anche grazie al supporto del PNRR nell’ambito dell’innovazione. Questo tipo di iniziative, che UniGe porta avanti con il supporto dei suoi partner, è molto importante per i nostri giovani che rispondono sempre in modo molto favorevole.

Fondazione Compagnia di San Paolo è il partner principale dell’UniGe CLab, Nicoletta Viziano, componente del Comitato di Gestione della fondazione, ha sottolineato come sia importante questo supporto ai giovani che vogliono avvicinarsi al mondo imprenditoriale, guardando già con interesse a quanto sarà sviluppato da questa seconda classe del CLab. Un supporto rinnovato quello della fondazione, nel quadro della convenzione con l’Ateneo, con l’obiettivo di restituire al territorio un grande capitale umano in grado di accelerare l’innovazione.

Lo spirito imprenditoriale come bussola professionale

Terry Torre del comitato scientifico di UniGe CLab ha moderato gli interventi dell’ampio panel di ospiti che hanno introdotto le persone presenti al mondo del Contamination Lab e delle startup. Ha rimarcato che si tratta di un laboratorio dove sperimentare il lavoro in team e il rapporto con il mondo imprenditoriale, con l’obiettivo di valorizzare le competenze acquisite non necessariamente attraverso lo sviluppo di un’impresa, ma interiorizzando lo spirito imprenditoriale spendendolo anche nel mondo del lavoro. Inoltre, il Contamination Lab è un percorso difficile che necessita di trovare un equilibrio con la vita accademica, ma è anche capace di restituire grandi risultati in termini di crescita personale e professionale.

Delegato del Rettore al trasferimento tecnologico, brevetti e spin-off, Gabriele Caviglioli, ha ricordato ai CLabbers come non basti avere un’idea brillante per avere successo. Come accaduto per tante invenzioni che hanno rivoluzionato il mondo, a portarle al successo non è stato chi ha avuto l’idea ma chi ha saputo innovare l’invenzione stessa attraverso un approccio multidisciplinare, metodo che è alla base dello spirito imprenditoriale.

seconda edizione contamination lab

Aprirsi al cambiamento e creare legami: i due assi nella manica del Contamination Lab

Una testimonianza di crescita imprenditoriale innescata dalla partecipazione a un Contamination Lab è quella portata da Lucia Arcarisi oggi startupper CEO di Weabios e presidente di CNA Giovani Imprenditori di Pisa. Frequentare il CLab dell’Università di Pisa le ha dato la spinta a creare una startup legata al mondo dei dispositivi medici wearable. Avere competenze trasversali e lavorare in team multidisciplinari è fondamentale per una startup, non basta fare un business plan, ma occorre avere anche tante altre competenze (commerciali, di comunicazione, di marketing, ecc) che all’interno di Contamination Lab vengono sperimentate in modo da poterle sviluppare poi nel mondo reale.

Letizia Valle è stata una CLabber di UniGe nella prima edizione conclusa lo scorso maggio. Oggi è una freelance della comunicazione e lavora insieme a Talent Garden, a diretto contatto con startup e le diverse realtà dell’ecosistema dell’innovazione che ruotano intorno a questa realtà.
Una collaborazione nata anche grazie alle opportunità di networking date dal percorso del Contamination Lab. La spinta data dal CLab porta a cogliere, creare, opportunità che se colte possono portare lontano. Una spinta a mettersi in gioco che Letizia ha descritto con queste parole: «Io, un anno fa, non avrei potuto prevedere cosa mi avrebbe lasciato il CLab. Ma posso dirvi che mi ha lasciato più di quello che mi aspettavo: oggi avrei meno consapevolezza, meno strumenti e meno persone intorno senza questa esperienza. E soprattutto mi ha confermato una cosa: se ti metti in gioco davvero, “da cosa nasce cosa” non è solo un modo di dire».

Contamination Lab è una rete di percorsi di formazione organizzata da molti atenei italiani, tra cui l’Università di Trieste dove Salvatore Dore è il responsabile dell’ufficio di trasferimento tecnologico e del locale Contamination Lab (oggi ICL, Innovators Community Lab). Dore ha portato il punto di vista di chi vive il Contamination Lab da dietro le quinte, di come questo sia un percorso in grado di far emergere dal mondo accademico delle persone dotate di profili di alto livello che vengono subito contesi tra il mondo accademico e imprenditoriale, figure che in ogni caso contribuiscono attivamente all’innovazione del territorio.

Non è mancato il punto di vista del mondo degli investitori, che sono parte integrante degli ecosistemi dell’innovazione. Simone Valorani è head of strategy & operations di Scientifica SPA, una venture capital che investe in startup provenienti dal mondo della ricerca. Ogni anno Scientifica valuta circa 2.500 startup, per poi finanziarne una ventina. Numeri che potrebbero apparire scoraggianti, ma che rappresentano una dinamica naturale nello sviluppo di un’idea innovativa: molte idee non sono destinate a diventare startup, altre possono trovare percorsi di crescita alternativi, altre ancora necessitano di miglioramenti specifici.

In questo processo, il feedback diventa la vera chiave di volta per trasformare un no in un sì: quando la propria idea viene valutata negativamente è necessario chiedere e fare tesoro delle osservazioni date dal potenziale investitore. Il feedback è diventato uno strumento fondamentale sia per la crescita personale sia per quella del business, tanto da diventare uno strumento sempre più articolato e approfondito che può essere dirimente per il futuro della propria idea imprenditoriale.

In vista delle prime lezioni di questo secondo Contamination Lab, per tutti i CLabbers (e non solo), l’esortazione è chiara: mettetevi in gioco!