Violenza di genere in gravidanza: la ricerca UniGe per il riconoscimento precoce
La ricerca dell’Università di Genova sulla violenza di genere in gravidanza
L’Università di Genova ha dedicato un convegno al riconoscimento della violenza durante la gravidanza e alla collaborazione tra ricerca, servizi sanitari e istituzioni. L’incontro “Violenza di genere e patologie del neurosviluppo. La gravidanza come opportunità di prevenzione” si è svolto a Genova il 9 ottobre 2026.
Alessandra Pulliero, docente UniGe di Igiene generale e applicata, ha organizzato l’iniziativa per mettere a confronto competenze diverse sui temi della prevenzione, dell’assistenza, della tutela dei diritti e della salute materno-infantile e presentare i risultati del progetto di ricerca sulla violenza di genere durante la gravidanza.
La gravidanza come occasione di prevenzione
Le visite e i controlli che si fanno durante la gravidanza offrono ripetute occasioni di contatto con il sistema sanitario. Questi momenti possono aiutare a riconoscere precocemente condizioni di vulnerabilità e situazioni di violenza, favorendo l’accesso a percorsi di sostegno e tutela.
Il progetto sulla violenza di genere in gravidanza, finanziato dall’Università di Genova e coordinato da Alessandra Pulliero ha esaminato le forme della violenza, la sua persistenza e il contesto psicosociale in cui si manifesta.
Il gruppo di ricerca ha sviluppato un questionario come strumento di screening per individuare precocemente le situazioni di violenza, con l’obiettivo di favorirne l’integrazione nei percorsi assistenziali prenatali.
Una rete per il sostegno e la tutela
Il convegno ha riunito competenze di medicina preventiva, ginecologia, medicina di emergenza-urgenza, neuropsichiatria infantile e psicologia. Francesca Filippi, responsabile del coordinamento nazionale dell’area donne e minori della Fondazione Pangea a Roma, e Francesco Cozzi, difensore civico della Regione Liguria, hanno contribuito al confronto sul ruolo delle associazioni e delle istituzioni.
Gli interventi hanno approfondito il riconoscimento della violenza, la presa in carico delle donne e le conseguenze sulla salute.
Maria Fernanda Lopez Puleio ha portato al dibattito la propria esperienza nella magistratura e nella difesa pubblica delle donne vittime di violenza presso i Tribunali penali federali per la tutela dei diritti umani di Buenos Aires. Ha inoltre ricoperto incarichi di difesa presso la Corte interamericana dei diritti umani.
Alberto Filippi, che studia le istituzioni dell’America Latina, ha contribuito con la sua esperienza come fondatore dell’Istituto Fray Bartolomé de las Casas, istituito nell’ambito della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, che promuove i diritti umani attraverso la collaborazione tra magistratura e mondo accademico.
Il confronto ha evidenziato la necessità di rafforzare la collaborazione tra sanità, ricerca, servizi territoriali, professioni della salute mentale, istituzioni di garanzia e organizzazioni del terzo settore.
Queste realtà possono contribuire, attraverso competenze complementari, al riconoscimento delle situazioni di violenza e alla costruzione di percorsi di assistenza, tutela e sostegno alle donne.
Foto di copertina by MART PRODUCTION