Presentato il volume “Costruire il futuro. Gli scritti di Lorenzo Caselli su la Repubblica 2019-2026"
Il 28 ottobre si è svolta la presentazione del volume “Costruire il futuro. Gli scritti di Lorenzo Caselli su la Repubblica 2019-2026”, che raccoglie gli articoli scritti dal professor Lorenzo Caselli per il quotidiano la Repubblica.
Un'occasione per ripercorrere il suo pensiero e ricordare una figura di grande spessore, profondamente legata all'università, al territorio e alla società. L'incontro è stato aperto dal professor Fabrizio Benente, prorettore dell'Università di Genova con delega alla Terza missione, che ha introdotto il videomessaggio di saluto del rettore Federico Delfino, che ha fortemente sostenuto la pubblicazione del volume.
La parola è quindi passata a Massimo Minella, giornalista de la Repubblica e curatore del libro, che ha ripercorso la lunga collaborazione con Lorenzo Caselli, iniziata nel 2019 e proseguita fino al 2026, attraverso un contributo pubblicato all'inizio di ogni mese. Dal suo intervento è emerso il ritratto di un uomo capace di guardare al futuro non in una prospettiva individuale, ma con una costante attenzione alla comunità e alle generazioni successive. Minella ha ricordato, in particolare, una delle espressioni più care a Caselli: «Ci sono i fiori, dobbiamo pensare al giardino». Una metafora che racchiude efficacemente il suo pensiero: superare gli interessi particolari e le visioni individualistiche per contribuire alla costruzione del bene comune.
È intervenuto poi Stefano Caselli, figlio di Lorenzo, docente di Finanza all'Università Bocconi e direttore di SDA Bocconi, che ha offerto un ricordo personale del padre, soffermandosi sui valori che ne hanno orientato il percorso umano e professionale. Al centro del suo pensiero vi era un’ idea di economia mai separata dai risvolti sociali, intesi come strumenti al servizio della collettività. Tra i temi a lui più cari, Stefano Caselli ha ricordato l'attenzione verso i giovani, l’importanza che aveva per lui il ruolo dell'università nello sviluppo della società e il profondo amore per la sua terra, la Liguria.
Gli interventi sono proseguiti con le testimonianze del professor Gianni Vernazza, presidente del Collegio degli Emeriti, che ha rievocato la nascita del Collegio, ideata con il prof. Caselli e dell’arch. Carlo Berio, che ha collaborato con lui in progetti di pianificazione urbanistica per il territorio di Imperia.