Primo Levi sbarca in Cina

Che genere di storie sono i quindici racconti fantastici che Primo Levi pubblicò nel 1966 sotto l’ironico titolo Storie naturali? E come mai li firmò con lo pseudonimo Damiano Malabaila? Quali legami quelle pagine intrattenevano con i suoi libri d’esordio, legati alla distruzione degli ebrei d’Europa? E quando, cinque anni più tardi, pubblicò una nuova raccolta di storie d’invenzione sotto il proprio nome e con il titolo Vizio di forma, si trattava di racconti dello stesso genere, o di un cantiere narrativo tutto diverso?
A queste domande ha tentato di fornire una risposta Francesco Cassata, professore ordinario di Storia contemporanea della nostra università e autore nel 2016 per Einaudi del libro Fantascienza?, dedicato ai racconti “fantabiologici” di Primo Levi, recentemente ristampato negli Oscar Mondadori (Lezioni Primo Levi, 2019). L’interesse di Levi nei confronti della fantascienza – come emerge chiaramente dal libro - è stato precoce, strutturale e finalizzato a due obiettivi: sul piano filosofico, esplorare le possibilità e i limiti etici della ricerca scientifica nell’era post-Auschwitz; sul piano letterario, elaborare un dialogo concreto e originale tra le cosiddette “due culture”, quella scientifica e quella umanistica.

Di questi temi Cassata ha parlato, nel mese di ottobre, a Beijing, in occasione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo. Il 22 ottobre, presso l'auditorium dell'Istituto Italiano di Cultura a Beijing, si è tenuta la conferenza Primo Levi e la fantascienza: i "racconti tedeschi" in Storie Naturali, alla quale è seguita la proiezione, in italiano con sottotitoli in cinese, dello sceneggiato televisivo La bella addormentata nel frigo, tratto da uno dei racconti leviani. Cassata ha tenuto poi una lecture presso la Beijing Foreign Studies University, il 23 ottobre, dal titolo Primo Levi e la fantascienza. Riflessioni su Storie Naturali (1966) e Vizio di Forma (1971).

Gli eventi sono stati organizzati grazie alla cooperazione tra Istituto Italiano di Cultura, il Centro Internazionale di Studi Primo Levi, il Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Primo Levi e la Beijing Foreign Studies University.

 

di la Redazione

Andrea Santini