Fiducia e intelligenza artificiale, al DIEC il dialogo tra ricerca e imprese

L'intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui le persone lavorano, prendono decisioni e costruiscono relazioni all'interno delle organizzazioni. Con il crescente utilizzo di sistemi capaci di svolgere attività in autonomia, diventa sempre più importante comprendere quando e a quali condizioni sia possibile affidarsi a queste tecnologie, mantenendo consapevolezza e responsabilità nelle scelte.

A questi temi è stato dedicato il workshop internazionale "Trust and Artificial Intelligence", che si è svolto il 24 e 25 settembre 2026 nella Sala delle lauree del Dipartimento di economia – DIEC dell'Università di Genova.

Organizzato da Guido Möllering, docente dell'Università di Witten/Herdecke in Germania, Lara Penco, docente UniGe di Economia e gestione della imprese, e Andrea Ciacci, ricercatore UniGe di Economia e gestione della imprese, l'incontro ha riunito studiose e studiosi di università italiane ed europee e rappresentanti del mondo professionale per discutere i risultati e le prospettive della ricerca sulla fiducia e sull'utilizzo responsabile dell'IA.

L'iniziativa è stata promossa da Guido Möllering, che ha trascorso cinque settimane al DIEC come visiting researcher, contribuendo allo sviluppo di attività di ricerca e occasioni di confronto scientifico.

Evento Diec – 24 e 25 settembre 2026

Fiducia, autonomia e responsabilità

La prima giornata, presieduta da Guido Möllering, ha approfondito il rapporto tra fiducia, autonomia e relazioni interpersonali.

Francesca Serravalle dell'Università di Torino, Andrea Ciacci, Lara Penco e Ginevra Testa dell'Università di Genova hanno affrontato il tema della delega di attività a sistemi di intelligenza artificiale autonomi nel commercio al dettaglio, interrogandosi su come mantenere un ruolo attivo e consapevole nelle decisioni.

Il confronto si è esteso alle aspettative di benevolenza nei rapporti tra colleghi, attraverso la ricerca di Arzu Wasti della Sabancı University di Istanbul, condotta negli Stati Uniti e in Turchia, e al possibile ruolo della mindfulness nella disponibilità a fidarsi, tema affrontato da Constança Casquinho della Nova School of Business and Economics, in Portogallo.

La giornata si è conclusa con un simposio dedicato al contributo degli studi sulla fiducia per un utilizzo responsabile dell'intelligenza artificiale. Guido Möllering, Sandro Castaldo dell'Università Bocconi e Nazli Wasti della Middle East Technical University di Ankara, moderati da Andrea Ciacci, hanno discusso le prospettive della ricerca e le possibili ricadute per le organizzazioni e la società.

Dalla ricerca alle applicazioni nelle organizzazioni

La seconda giornata ha coinvolto anche studentesse e studenti del primo anno del corso di laurea magistrale in Management, offrendo loro l'opportunità di partecipare a un confronto internazionale sui cambiamenti introdotti dall'intelligenza artificiale nei contesti professionali.

Nella sessione presieduta da Monica Grosso di emlyon business school, Anna-Marie Bertram ha approfondito i fondamenti della fiducia nei chatbot, mentre Andrea Ciacci e Guido Möllering hanno affrontato il tema dell'affidabilità delle persone che utilizzano l'IA e delle responsabilità legate alla sua adozione.

Simone Poledrini, docente UniGe di Economia delle imprese, ha presentato una ricerca sulla fiducia nelle imprese sociali, mentre Ijeoma Okpanum dell'University of Aberdeen ha analizzato come l'introduzione degli algoritmi nei luoghi di lavoro possa modificare le relazioni di fiducia e l'identità manageriale.

A concludere il workshop è stata una tavola rotonda dedicata al dialogo tra ricerca e pratica professionale, con Benedetto Lonato, socio di LCA Studio Legale, ed Emanuele Castagno, vicepresidente esecutivo di RINA. Il confronto, moderato da Guido Möllering, ha permesso di mettere in relazione gli interrogativi della ricerca con l'esperienza di chi opera nelle imprese e nelle professioni.

L'intelligenza artificiale come questione organizzativa

L'adozione dell'intelligenza artificiale non riguarda soltanto le prestazioni delle tecnologie, ma anche la fiducia delle persone che le utilizzano e di quelle coinvolte nelle decisioni.

Per le organizzazioni significa interrogarsi su quali attività delegare ai sistemi automatizzati, come garantire un'adeguata supervisione umana e come rendere comprensibili le decisioni supportate dagli algoritmi.

Il workshop ha evidenziato così l'importanza di integrare le conoscenze scientifiche con le esigenze operative delle imprese, per sviluppare modalità di utilizzo dell'IA capaci di coniugare innovazione, responsabilità e qualità delle relazioni professionali.

Fiducia e IA - 24 e 25 settembre 2026
di Eliana Ruffoni