Il genovese: lingua di cultura
A che serve parlare genovese nel 2026?
È una lingua del passato, buona per le barzellette, le canzonacce da osteria e i personaggi macchiettistici del teatro comico? Oppure il genovese ha ancora qualcosa da dire — e da dare — nel mondo di oggi?
Superando i luoghi comuni che ne hanno ridotto l'immagine a quella di semplice «dialetto», il genovese (o ligure) si rivela una lingua a tutti gli effetti, capace di essere utilizzata — e di fatto utilizzata — in molti ambiti dell'attività umana.
È una porta d'accesso a un patrimonio culturale straordinario, che comprende, caso unico tra le lingue minoritarie d'Italia, una letteratura sviluppatasi senza soluzione di continuità per quasi otto secoli. Non un passato da rievocare nostalgicamente, magari intonando Ma se ghe penso, ma albero ancora vivo, capace ancora oggi di dare nuovi frutti.
I relatori ne sono una dimostrazione concreta: utilizzano il genovese in ambiti diversi, dalla ricerca al giornalismo, dalle arti all'informatica. L'approccio multidisciplinare del seminario non è casuale: se ogni campo del sapere può contribuire a valorizzare e far evolvere il genovese, la lingua del territorio può diventare anche un fertile terreno d'incontro tra discipline apparentemente lontane, tra umanisti e scienziati.
Il seminario è aperto a tutti e perciò si svolgerà in italiano: non è necessario conoscere il genovese per partecipare.
14 ottobre 2026
Dalle 17.00 alle 19.30
Prenotazione obbligatoria (fino a esaurimento posti) al link dedicato
Sala delle Grida del Palazzo della Borsa, Via XX Settembre, 44 - Genova
Per maggiori informazioni: consorzioianua@unige.it
Promotore: Scuola IANUA e Consorzio IANUA