Costruendo i percorsi per la conservazione del patrimonio rurale

La conservazione del patrimonio rurale

Il progetto IRIS e i risultati del primo Workshop internazionale nel Parco dell’Aveto a Rezzoaglio di aprile 2022.

Le aree rurali e montane, in Italia come nel resto d’Europa, hanno un ricco patrimonio – fatto di paesaggi, architetture, pratiche storiche e produzioni locali – in cui è impossibile scindere la componente culturale da quella naturale. Nasce da questa premessa la stretta collaborazione tra i dipartimenti DISTAV e DAFIST dell’Università di Genova, prima con il Laboratorio di Archeologia e Storia Ambientale (centro interdipartimentale di ricerca) e ora in un progetto europeo rivolto alla conoscenza e conservazione del patrimonio delle aree rurali.

Un patrimonio “vivente”, poiché costruito e mantenuto attraverso precise pratiche storiche di gestione delle risorse a volte modificatesi nel tempo. Un patrimonio che spesso presenta anche un importante valore ambientale, ma che è minacciato da diversi fattori: l’abbandono, lo spopolamento, il venir meno della trasmissione delle conoscenze tra generazioni, ma anche la mancanza di politiche realmente efficaci per la conservazione e tutela del paesaggio rurale, in grado cioè di riconoscere il ruolo centrale dei produttori locali.

Il workshop di aprile 2022 a nel Parco dell'Aveto a Rezzoaglio

Il 6 e 7 aprile 2022 si è tenuto all’interno del Parco Naturale Regionale dell’Aveto, presso la Locanda delle Lame (a Rezzoaglio), il primo seminario internazionale del progetto IRIS, dedicato proprio a queste tematiche, che in Liguria sono particolarmente attuali.

Il progetto IRIS – Inspiring rural heritage, di cui l'Università di Genova è leader (Principal Investigator è Sebastiano Salvidio; coordinamento del progetto Anna Maria Stagno, project manager Alessandro Panetta), è finanziato nell’ambito del programma europeo Joint Programming Initiative for Cultural Heritage (JPICH) e vede la partecipazione di partner francesi (CNRS e Università di Toulouse), inglesi (Università di Durham) e spagnoli (Università di Granada).

L’incontro internazionale, dal titolo The Living Rural Heritage of uplands - Practices in protection and conservation, ha permesso di presentare il progetto e le ricerche in corso nelle diverse aree europee (Appennino ligure, Sinjajevina in Montenegro, Pirenei francesi, Sierra Nevada in Spagna e Cheviot Hills scozzesi) e di riflettere, attraverso studi di caso, su temi come la salvaguardia dei paesaggi rurali, lo studio delle pratiche storiche di gestione delle risorse ambientali e il ruolo fondamentale dei produttori e degli attori locali nel loro mantenimento.
 
Pablo Dominguez (GEODE-CNRS, Università di Toulouse) illustra la ricerca condotta nella montagna di Sinjajevina, in Montenegro (foto: Enrico Croce)
Ricche e partecipate le discussioni che si sono svolte attraverso due tavole rotonde che hanno visto coinvolti in un dialogo serrato ricercatori, amministratori e portatori di interesse locali, a proposito della tutela del patrimonio rurale e delle possibili forme di comunicazione delle conoscenze sviluppate intorno a quest’ultimo. La discussione ha coinvolto rappresentati degli enti locali e territoriali (Regione Liguria, Città Metropolitana di Genova, i Comuni delle aree interne), delle aree protette (Parco dell’Aveto), dei produttori locali (Consorzio della Quarantina), delle istituzioni preposte alla tutela del patrimonio ambientale (Carabinieri Forestali), del mondo accademico (Università di Genova), nonché professionisti, imprenditori, cittadini e membri di associazioni.

Presentazione progetto IRIS - UniGe
Workshop di presentazione progetto IRIS.

Nella seconda giornata i lavori sono proseguiti con la visita alla Riserva naturale orientata Agoraie di sopra e Moggetto, a Bosco Fontana e Passo Gonnella, siti di interesse storico-ambientale e archeologico studiati dall’equipe genovese del progetto. Per i primi due, aree confinanti con una diversa storia patrimoniale e di gestione (riserva naturale e antica comunaglia di parentela), l’escursione ha avuto luogo in collaborazione con il Consorzio della Quarantina e la Comunione familiare Bosco Fontana dei paesi di Cerisola, Villa Rocca e Villanoce e coi Carabinieri Forestali di Genova e della Stazione di Santo Stefano d’Aveto. La visita ha costituito l'occasione per mettere a confronto le differenti prospettive disciplinari interessate allo studio patrimonio rurale, nonché gli aspetti applicativi legati alla sua conservazione e valorizzazione.


Il progetto JPI-CH IRIS ha ricevuto un finanziamento dal programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 dell'Unione Europea con il grant agreement n. 699523.

di Rebecca Dossche, Alessandro Panetta, Sebastiano Salvidio, Anna Stagno