Il sapere che trasforma: presentati i risultati dei progetti di ricerca Pnrr
Con un workshop aperto alla cittadinanza e organizzato nell'ambito della Genova Smart Week 2025, l’Università di Genova ha presentato i progetti realizzati con i fondi del Pnrr, tra cui Raise, Mnesys, Serics e Nest.
Dopo i saluti istituzionali, a cura della sindaca di Genova Silvia Salis, si sono susseguiti diversi interventi tra cui quelli di Laura Gaggero, prorettrice alla ricerca, e Gabriele Caviglioli, delegato al trasferimento tecnologico, ai brevetti e agli spin-off.
Palazzo Tursi, Genova – 21 novembre 2025
Laura Gaggero – «Il Pnrr si articola in iniziative che operano su tre diversi livelli di maturità tecnologica (TRL). Dai Partenariati Estesi focalizzati sulla ricerca fondamentale e a TRL più bassi sono scaturiti progetti e innovazione che hanno raggiunto in molti casi la maturità necessaria per il mercato. Nella componente dalla ricerca al business i Centri nazionali di R&S sono focalizzati su alcune Key Enabling Technologies: UniGe partecipa ai Centri di Mobilità sostenibile, Agritech, Biodiversità del futuro. Infine, UniGe è il soggetto proponente dell'Ecosistema dell’innovazione Raise, che in Liguria ha visto la sinergia dei tre principali attori scientifici del territorio: l'Università di Genova, il CNR e l’IIT.
A tre anni dall'avvio, i risultati ottenuti permettono di proseguire su questa scia virtuosa. Tuttavia, è fondamentale ricordare che il Pnrr è stato un "flash flood" di risorse: un'ondata improvvisa che abbiamo il dovere di ottimizzare. UniGe gestisce oggi 39 progetti per un finanziamento di circa 100 milioni di euro, ma il dato più rilevante riguarda il capitale umano: oltre ai 400 ricercatori strutturati già coinvolti, abbiamo reclutato più di 100 tra giovani scienziati, assegnisti di ricerca e dottorandi, oltre a personale tecnico-amministrativo. È questo il nostro vero valore aggiunto: le persone rappresentano una risorsa ben più preziosa dei finanziamenti stessi.
La parola chiave di questa nuova fase è competizione. Già dai primi bandi, il Pnrr ha tracciato una nuova frontiera nell'approccio ai finanziamenti, imponendo un cambio di mentalità. Dobbiamo superare le logiche puramente territoriali per abbracciare la condivisione delle risorse con i partner di progetto. Questo scenario richiede un’elevata densità di relazioni e la creazione di partenariati dinamici e attivi.
Infine, questa stagione di investimenti ha dato vita a nuove entità legali preposte alla gestione e all'organizzazione della ricerca, che oggi rappresentano gli interlocutori diretti dei Ministeri. In questo contesto, l'integrazione in tali aggregazioni è essenziale: restarne fuori significherebbe, per le università, perdere un ruolo primario a livello nazionale. Questa è la nostra nuova sfida».
Gabriele Caviglioli – «Questi progetti afferiscono alla Missione 4 del Pnrr, "Dalla ricerca all'impresa", il cui obiettivo centrale è il trasferimento tecnologico. In ambito accademico, questo processo rappresenta il punto di giunzione tra la ricerca pura e la Terza Missione, traducendo il sapere in un concreto impatto socio-economico.
La certezza odierna è che abbiamo generato una ricerca di altissima qualità, vero motore dell'innovazione. Studi recenti dimostrano come l'innovazione nei settori ad alta intensità di conoscenza produca un effetto di spill-over tecnologico e organizzativo su altri comparti dell'economia, innescando una sorta di contaminazione virtuosa. I dati sono eloquenti: ogni euro di valore aggiunto generato dall'innovazione produce un effetto moltiplicatore di 3,9 sul PIL. Inoltre, un incremento di dieci miliardi nel valore aggiunto si traduce, nel triennio successivo, in una crescita media della produttività dello 0,59% e nella creazione di circa 161.000 posti di lavoro.
Nonostante queste potenzialità, il sistema italiano del trasferimento tecnologico non appare ancora pienamente all'altezza delle aspettative. Per capitalizzare l’impatto della nostra ricerca, è necessario un cambio di paradigma.
Un ringraziamento doveroso va alla componente amministrativa del nostro Ateneo, che ha permesso di intercettare questi fondi operando con immenso senso di responsabilità e dedizione, superando le notevoli complessità burocratiche.
Tuttavia, per il futuro dell'Ateneo e del Paese, sono necessari interventi strutturali:
- semplificazione – incrementare i finanziamenti a sostegno della ricerca adottando modalità di fruizione più agili
- proprietà Intellettuale – favorire la produzione di brevetti attraverso incentivi che non siano solo economici, ma che premino la carriera dei ricercatori
- valorizzazione – sostenere attivamente il passaggio delle tecnologie brevettate dal laboratorio al mercato.
In conclusione, auspico che i fondi Pnrr dedicati al trasferimento tecnologico segnino l'inizio di una svolta. L'obiettivo è che la ricerca pubblica nazionale diventi finalmente uno strumento sistemico di crescita, partendo proprio dal consolidamento delle strutture e delle reti nate grazie a questi investimenti».
Palazzo Tursi – 21 novembre 2025
A margine dell’evento, sono state presentate le pubblicazioni che raccolgono i progetti sviluppati dai ricercatori e dalle ricercatrici dell’Università di Genova all’interno dell’ecosistema Raise e del partenariato esteso Mnesys. 52 progetti di forte potenziale innovativo da cui, nei prossimi anni, si svilupperanno applicazioni che incideranno nel tessuto della società attraverso la robotica, l’intelligenza artificiale e le neuroscienze.
Gli stessi cataloghi sono consultabili all’interno di due siti web dedicati che ospitano anche alcune clip video per divulgare in modo più diretto e accessibile i contenuti delle ricerche:
- catalogo delle ricerche UniGe in Raise
- catalogo delle ricerche UniGe in Mnesys
Per saperne di più, è disponibile online uno speciale di Primocanale sulla giornata con interviste a:
- Davide Giglio, responsabile scientifico UniGe Raise
- Sergio Martinoia, responsabile scientifico UniGe Mnesys
- Loredana Magistri, responsabile scientifico UniGe Nest
- Enrico Russo, ricercatore UniGe Serics
- Giovanni Gaggero, ricercatore UniGe Serics
- Silvia Salis, sindaca di Genova