I percorsi virtuosi degli studenti UniGe tra formazione, premi e startup green grazie al progetto Erasmus+ CiD
Grazie al progetto europeo Erasmus+ CiD, alcune idee nate tra i banchi del Dipartimento architettura e design dell'Università di Genova stanno diventando percorsi di innovazione, startup e trasferimento tecnologico.
Può uno scarto della lavorazione delle olive trasformarsi in un nuovo materiale per il design? E i gusci dei mitili, normalmente destinati allo smaltimento, possono avere una seconda vita?
Per alcune studentesse e alcuni studenti del Dipartimento architettura e design - DAD dell'Università di Genova la risposta è sì. E ciò che rende queste idee ancora più interessanti è che non sono nate in un laboratorio aziendale o in una startup, ma durante un percorso universitario.
È una delle storie che racconta il progetto europeo CiD – Circular Design for Bio-based Innovation towards Climate-Neutral Cities, finanziato dal programma Erasmus+, che negli ultimi tre anni ha coinvolto università, imprese, centri di ricerca e incubatori di diversi Paesi europei con un obiettivo comune: formare progettiste e progettisti capaci di immaginare prodotti, servizi e modelli di sviluppo più sostenibili.
Quando il progetto non finisce con l'esame
Nel corso di laurea magistrale in Design prodotto evento, il progetto CiD è diventato parte integrante della didattica.
Non un'attività parallela, ma un modo diverso di imparare: lavorare su problemi reali, confrontarsi con aziende, istituzioni e stakeholder del territorio, sperimentare materiali, costruire prototipi e verificare se un'idea possa davvero funzionare.
Il percorso, coordinato dal Dipartimento architettura e design - DAD, ha adottato un approccio challenge-based, proponendo agli studenti due sfide progettuali legate all'economia circolare:
- la prima ha preso avvio dal recupero degli arredi scolastici dismessi messi a disposizione dalla Città Metropolitana di Genova. Attraverso ricerca, smontaggio e sperimentazione, gli studenti hanno ripensato materiali destinati allo smaltimento trasformandoli in nuovi prodotti e sistemi d'uso
- la seconda si è concentrata invece sui biomateriali e sugli scarti delle filiere produttive liguri, esplorando nuove possibilità di utilizzo di sottoprodotti provenienti, ad esempio, dal settore agroalimentare.
Dal design circolare alle prime idee d'impresa
Per alcuni gruppi di lavoro, il percorso non si è fermato con la conclusione del corso.
Tra i progetti sviluppati durante le challenge ci sono SEMINA e BIOM, due idee che raccontano bene come la didattica possa trasformarsi in un'opportunità di innovazione.
SEMINA, sviluppato da Fabio Testa e Marjeta Thani, valorizza gli scarti della filiera olivicola, in particolare sansa e noccioli, trasformandoli in materiali bio-based utilizzabili nel design e nell'edilizia sostenibile.
BIOM, ideato da Ginevra Mignano e Veronica Bracco, parte invece dal recupero dei gusci dei mitili per sviluppare un materiale destinato agli allestimenti temporanei, biodegradabile e dissolvibile in acqua al termine del proprio ciclo di vita. Il progetto continua oggi il proprio sviluppo insieme all'azienda ligure Calchèra San Giorgio, partner del progetto CiD.
Impatto e trasferimento tecnologico
Le idee nate a Genova hanno poi trovato spazio anche fuori dall'università.
Alcuni team sono stati selezionati per partecipare al CiD Accelerator Programme, organizzato dal Tallinn Creative Incubator in Estonia, un percorso dedicato allo sviluppo del modello di business e all'accompagnamento di idee progettuali verso possibili iniziative imprenditoriali.
Al termine del programma, entrambi i gruppi dell'Università di Genova sono stati premiati durante il pitch finale, confermando il valore dei progetti sviluppati nel corso di laurea.
Anche il percorso in Italia è proseguito. Nell'ambito del Circular City Forum 2026, svoltosi a Genova dal 17 al 22 aprile, i progetti sviluppati dalle studentesse e dagli studenti UniGe sono stati protagonisti del Circular MOG Day, iniziativa dedicata all'incontro tra università, startup e imprese, organizzata in collaborazione con il MOG Mercato Orientale e Gruppo Timossi. Durante il Circular Contest UniGe, i team hanno presentato le proprie idee a una giuria di esperte ed esperti del settore, ricevendo un confronto diretto con il mondo dell'innovazione.
SEMINA ha ottenuto il Circular MOG Award, avviando un percorso di valorizzazione orientato al trasferimento tecnologico e allo sviluppo brevettuale. Un passaggio che potrebbe trasformare un progetto nato durante il percorso universitario in un'innovazione con possibili applicazioni per il sistema produttivo del territorio.
Un progetto europeo che mette in rete competenze
L'esperienza genovese si inserisce all'interno di una collaborazione internazionale che ha coinvolto tre percorsi accademici complementari: il Digital Maker Course dell'Institute for Advanced Architecture of Catalonia (IAAC) di Barcellona, l'Urban Design Research Lab della Leibniz University Hannover e il Product and Service Design Course dell'Università di Genova.
A questi si sono affiancati il programma di accelerazione d'impresa del Tallinn Creative Incubator e un articolato programma di formazione continua rivolto anche a professioniste, professionisti e organizzazioni esterne all'università.
Un'eredità che va oltre il progetto
Il progetto CiD si conclude nel 2026, ma i suoi risultati continueranno a vivere attraverso materiali didattici, strumenti per la progettazione circolare e risorse formative che saranno rese disponibili in modalità open access.
L'eredità più significativa, però, è forse un'altra: aver dimostrato che un percorso universitario può andare oltre l'apprendimento in aula, creando connessioni tra ricerca, imprese e territorio e dimostrando come idee nate in aula possano proseguire il proprio percorso attraverso collaborazioni con aziende, sviluppo tecnologico e valorizzazione della ricerca.


