Giornata Diocesana. La speranza che costruisce ponti
Il 5 febbraio 2026 si è tenuta presso l’Aula Magna del Palazzo dell’Università la Giornata Diocesana dal titolo "La speranza che costruisce ponti: una giornata di riflessione in università", organizzata in collaborazione con la Pastorale Universitaria dell’Arcidiocesi di Genova. Moderatori, Eleonora Russo, docente del Dipartimento di Farmacia – DIFAR dell’Università di Genova e coordinatrice dell’Ufficio Università della Diocesi, e don Tommaso Danovaro, assistente spirituale della Pastorale Universitaria.
A introdurre i lavori don Gianfranco Calabrese, vicario episcopale per l’annuncio del Vangelo e la missionarietà, che ha ringraziato il Rettore, Federico Delfino, per aver creato durante il suo mandato, giunto quasi al termine, un dialogo proficuo con la Diocesi.
Ponti come connessione, speranza, impegno
Il tema della Giornata è stato introdotto da un video realizzato dai Giovani Studenti del Patriarcato Latino di Gerusalemme che, dalla loro terra martoriata dal conflitto, hanno lanciato un forte messaggio di speranza, fede e coraggio. Nel ricordare il loro recente viaggio a Genova, hanno sottolineato l’importanza di creare ponti tra le persone attraverso l’ascolto e la connessione con gli altri.
Essere costruttori di speranza è proprio dei giovani, come evidenziato nel suo intervento da Gabriele Cela, coordinatore di "Ricerca – Nuova Serie di Azione Fucina" e componente nazionale della Federazione Universitaria Cattolica Italiana – FUCI: «La speranza oggi in Università è presenza, costruzione quotidiana, abitare l’università».
La testimonianza di Massimo Ruaro, coordinatore del gruppo di lavoro "Didattica universitaria in carcere", ha portato alla riflessione sul valore del ponte – fatto di relazioni e di impegno – che negli anni è stato costruito tra il Polo Universitario Penitenziario – PUP dell’Università di Genova e le case di detenzione liguri: non solo è garantito il diritto allo studio alle persone detenute ma, come precisato da Ruaro, «si organizzano attività laboratoriali che coinvolgono sia gli studenti del Polo sia tutte le persone detenute e il personale dell’amministrazione penitenziaria», creando coesione e relazioni.
I ponti, come loro funzione primaria, hanno quello di unire territori e, nel fare questo, agevolano le relazioni: per questo Sergio Lagomarsino, docente UniGe di tecnica delle costruzioni, nel suo excursus tra storia e tecnica, ha voluto rimarcarne la carica simbolica di «speranza che prende forma», soffermandosi sulle immagini di due ponti evocativi: il Vecchio Ponte di Mostar, emblema di convivenza interetnica, distrutto nel 1993 durante la guerra in Bosnia e ricostruito fedelmente nel 2004, e il ponte della ferrovia di Recco, bombardato nel 1943 per la sua strategicità e ricostruito rapidamente dopo la guerra per garantire i collegamenti sulla direttrice Ponente – Levante – Centro Italia.
Conclusione
Al termine della Giornata, dopo i saluti conclusivi, si è svolto uno scambio di doni, per sancire il ponte relazionale venutosi a creare tra Università e Diocesi. Il Rettore ha donato al Vescovo, Mons. Marco Tasca, la medaglia di bronzo dell’Ateneo e un opuscolo realizzato selezionando alcune riflessioni lette nel corso dell’ultima edizione della Giornata Diocesana; il Vescovo ha omaggiato il Rettore con due pubblicazioni sulla Cattedrale di San Lorenzo.