LASER, innovazione circolare per il futuro della filiera ittica

Il mare offre risorse preziose, ma la sfida è valorizzarle attraverso processi sempre più sostenibili. È questo l'obiettivo di LASER – LCA, Sgusciatura, Economia circolare e Riutilizzo, il progetto dell'Università di Genova inserito nel programma di filiera "Shell we... sea the future?!?", dedicato all'innovazione nel settore ittico e dell'acquacoltura.

Con un finanziamento di 4,1 milioni di euro, LASER si inserisce nell'ambito del PNRR – Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanziato dall'Unione europea attraverso NextGenerationEU, nella misura M2C1, investimento 3.4, dedicata al Fondo rotativo per i contratti di filiera.

Al centro del progetto ci sono lo studio e l'applicazione di tecnologie avanzate per la trasformazione dei molluschi bivalvi, con particolare attenzione alle cozze (Mytilus galloprovincialis) e ai fasolari (Callista chione). L'obiettivo è favorire la transizione verso un modello di economia circolare, trasformando scarti e sottoprodotti della lavorazione in materie prime ad alto valore aggiunto.

Dai gusci ai nuovi materiali

Il progetto si sviluppa attraverso diverse linee di ricerca. La prima riguarda la sgusciatura a freddo mediante pascalizzazione, una tecnologia basata sull'applicazione di alte pressioni che permette di separare i molluschi dai gusci, con l'obiettivo di garantire la sicurezza microbiologica e preservare le caratteristiche del prodotto fresco. Parallelamente, i ricercatori studiano le possibilità di valorizzazione dei gusci, che oggi rappresentano un costo di smaltimento per la filiera produttiva. Le loro particolari microstrutture vengono analizzate per sviluppare pigmenti iridescenti destinati a possibili applicazioni nei settori del design e dell'automotive.

Un'altra linea di ricerca riguarda il carbonato di calcio ricavato dai gusci, studiato per lo sviluppo di biomateriali avanzati con potenziali applicazioni nella medicina rigenerativa.

LASER si occupa inoltre delle biomasse algali che colonizzano naturalmente i filari di mitilicoltura. Queste alghe, spesso considerate un problema gestionale, possono rappresentare una risorsa da cui estrarre molecole bioattive di interesse per i settori della cosmesi, della nutraceutica e della mangimistica.

La sostenibilità delle soluzioni sviluppate viene valutata attraverso il Life Cycle Assessment (LCA), una metodologia che permette di analizzare gli impatti ambientali lungo il ciclo di vita dei prodotti e dei processi, individuando opportunità per ottimizzare i consumi, ridurre i costi e supportare eventuali percorsi di certificazione ambientale.

Quattro dipartimenti UniGe per un progetto interdisciplinare

LASER coinvolge quattro dipartimenti dell'Università di Genova, mettendo in relazione competenze chimiche, biologiche, farmaceutiche e ingegneristiche.

Il coordinamento del progetto è affidato a Paola Lova, del Dipartimento di chimica e chimica industriale - DCCI, il cui gruppo di ricerca si occupa della lavorazione delle materie prime e dell'estrazione di madreperla e carbonati.

Il Dipartimento di farmacia - DIFAR, con il gruppo coordinato da Raffaella Boggia, studia i processi di estrazione enzimatica e isolamento dei componenti attivi ad alto valore aggiunto ricavati dalle biomasse macroalgali di interesse alimentare.

Il Dipartimento di scienze della Terra, dell'ambiente e della vita - DISTAV, con il gruppo guidato da Marco Giovine, analizza l'interazione tra i nuovi materiali e i sistemi biologici, in vista di possibili applicazioni nell'ingegneria tissutale e nei settori cosmetico e nutraceutico.

Il Dipartimento di ingegneria civile, chimica e ambientale - DICCA, con il gruppo coordinato da Michela Gallo, si concentra invece sulla possibilità di applicare le soluzioni sviluppate su scala produttiva, valutandone efficienza, impatti ambientali e sostenibilità lungo l'intera filiera.

Nuove infrastrutture e opportunità per la ricerca

Oltre ai risultati scientifici e tecnologici attesi, LASER rappresenta un investimento nelle infrastrutture e nelle competenze di ricerca dell'Università di Genova. Il finanziamento consentirà infatti di acquisire nuova strumentazione scientifica per un valore di quasi un milione di euro, rafforzando le dotazioni dei laboratori coinvolti.

Il progetto sosterrà inoltre il reclutamento di circa venti tra dottorandi e giovani ricercatori, offrendo nuove opportunità di formazione e sviluppo professionale in ambiti interdisciplinari.

Un investimento che contribuirà a consolidare le attività di ricerca UniGe e a sviluppare tecnologie e processi capaci di coniugare innovazione, valorizzazione delle risorse marine ed economia circolare.


di Eliana Ruffoni