“Luce della conoscenza”: un progetto UniGe in Angola contro malaria e malnutrizione
“Luce della conoscenza” è un progetto ideato e realizzato in Angola da Kimberly Dutra Lima Alves, studente del corso di laurea: Ingegneria chimica e di processo dell’Università di Genova, grazie alla borsa di studio intitolata a Francesca Bonello.
La borsa di studio è nata per finanziare attività di volontariato in paesi in via di sviluppo; il progetto, infatti, applica le competenze ingegneristiche alla cooperazione internazionale per affrontare la malaria e la malnutrizione: consiste nella creazione di una candela repellente per gli insetti, sviluppata valorizzando le risorse naturali ampiamente presenti in Angola.
Un progetto sostenibile
Il progetto prevede l'uso di materie prime locali, quindi sostenibili economicamente: la miscela comprende la cera di palma locale come base strutturale, l'olio vegetale di Moringa oleifera come vettore e l'olio essenziale di capungo-pungo (Lippia javanica) come principio bioattivo, racchiusi in un contenitore ricavato dal guscio del maboque (frutto della Strychnos spinosa) naturalmente legnoso e termoresistente.
Lo studio della letteratura scientifica, le estrazioni degli oli, le analisi gascromatografiche e le valutazioni termodinamiche necessarie a garantire la stabilità e la sicurezza del prodotto sono stati condotti presso il laboratorio di Ingegneria alimentare del dipartimento di Ingegneria civile, chimica e ambientale (DICCA) di UniGe, sotto la guida di Roberta Campardelli.
Si tratta di un processo sostenibile anche dal punto di vista pratico, infatti un passaggio fondamentale della ricerca è stato lo studio per la trasposizione di rigorosi protocolli di laboratorio in metodi artigianali e casalinghi, rendendo il processo di estrazione e produzione accessibile e facilmente replicabile anche in contesti con risorse limitate.
Formazione e comunità
Accanto all'innovazione di processo, l'iniziativa ha previsto un articolato programma formativo rivolto alle comunità locali, incentrato sulla prevenzione delle principali cause di mortalità della regione. Sulla base di una rigorosa revisione bibliografica e dell'analisi delle tabelle nutrizionali della Moringa oleifera, sono state illustrate le proprietà della pianta per contrastare le carenze alimentari.
La collaborazione con l'associazione PROMAICA (Promozione della Donna Angolana nella Chiesa Cattolica) ha guidato la creazione di un laboratorio comunitario d'estrazione gestito dalle donne locali, reso operativo grazie alla donazione da parte del DICCA dell'Università di Genova e di Roberta Campardelli di un distillatore a vapore e di una pressa manuale.
Risultati di successo
Ad agosto 2026 nelle città di Benguela, Lobito e Luanda attraverso 5 laboratori pratici e seminari, sono state coinvolte direttamente oltre 350 persone e sono state prodotte le prime 75 candele. Il traguardo più significativo risiede nel completo trasferimento di competenze e tecnologie, che consente oggi alle comunità locali di gestire in totale autonomia la produzione dei presidi sanitari e l'integrazione nutrizionale della Moringa.
Il progetto è stato sviluppato con la collaborazione di Simona Barbieri e la supervisione scientifica di Roberta Campardelli.
Immagine di copertina creata con sistemi di intelligenza artificiale.