Covid-19 in numeri, indici e variazioni

Da quando la diffusione del Covid-19 è la notizia da prima pagina, in Italia e nel mondo, ogni giorno i media riportano i dati ufficiali dichiarati dalla Protezione Civile, i bollettini rilasciati da vari enti e le interviste ai più svariati esperti, fornendo una serie di numeri chiave che dovrebbero, in qualche modo, dare un’idea dell’andamento del contagio, illustrando se stiamo migliorando o no e, nel caso, di quanto.

Numeri di varia natura che interessano aspetti diversi: alcuni sono relativi alla dinamica vera e propria del fenomeno (ad es. i casi totali), altri alla sua gestione (ad es. gli attualmente positivi).

Quali numeri e quali variazioni considerare?

L’interpretazione dei dati, così come vengono presentati dai media, può generare confusione e allarmismo; cerchiamo di fare chiarezza.

Casi totali: totale delle persone che sono state contagiate dall’inizio dell’epidemia (non tutte, ma solo quelle che il SSN ha rilevato mediante i tamponi).

Attualmente positivi: le persone ammalate, attualmente in carico al SSN o a domicilio (un numero utile quindi alla logistica).

Il legame fra i due valori è semplice: se dai casi totali si sottrae il numero totale delle persone guarite e di quelle decedute si ottengono gli attualmente positivi.

(casi totali – guariti – deceduti) = attualmente positivi

Tutto chiaro? Non sempre. Il discorso si complica quando si parla di variazioni giornaliere di questi valori.

Il numero più importante

La variazione giornaliera dei casi totali, un numero sempre maggiore di zero, rappresenta i nuovi contagi delle ultime 24 ore e dà indicazioni dirette sullo stato attuale del contagio. È all’andamento dei nuovi contagi che si guarda quando si parla di picco e di R0. È il numero più importante da tenere d’occhio durante un contagio per capire se e quando il fenomeno comincia a esaurire la sua spinta.

Questo dato deve essere osservato per un periodo di almeno 5 giorni, tanti quanti sono necessari all’incubazione media del Covid-19, pesando il valore quotidiano con i 2 precedenti e i 2 successivi per avere una stima accurata di trend e fornire un’informazione corretta e accurata.

La variazione giornaliera degli attualmente positivi, invece, riportato spesso col termine infelice se non errato di “nuovi positivi” è un numero completamente diverso, che può essere maggiore o minore di zero, e che ha il solo scopo di darci un’idea della pressione sul SSN.

Schematizzando e riferendoci a un singolo giorno:

variazione attualmente positivi = n° nuovi contagi – n° deceduti – n° guariti

Il valore della variazione giornaliera degli attualmente positivi è incerto e ballerino in quanto deriva da tre numeri tutti soggetti a errori di varia natura sovente legati a ritardi e accumuli nella comunicazione dei dati.

Da notare che, se in una giornata aumenta il numero di decessi, il valore della variazione attualmente positivi diminuisce dando l’erronea sensazione che le cose stiano andando meglio. Attribuire a questo numero la maggiore rilevanza per stabilire il rallentamento della diffusione dell’epidemia è un grosso errore.

Eppure, proprio perché con “nuovi positivi” viene fatto spesso riferimento alla variazione giornaliera degli attualmente positivi, questo numero può essere confuso con quello relativo alla variazione giornaliera dei casi totali, i veri “nuovi contagi”.

variazione giornaliera attualmente positivi ≠ variazione giornaliera casi totali

nuovi positivi ≠ nuovi contagi

La stampa internazionale rileva questa confusione di termini come un’anomalia tutta italiana: su worldmeter.info, per esempio, si legge ‘Italian media were reporting the change in active cases (a lower number) rather than the change in total case (a higher number), representing it as "newly infected" when, in fact, it represents the "change in active cases” …

bollettino protezione civile

Il Ministero della Salute ha cercato di fare chiarezza aggiungendo, a partire dall’8 aprile, la colonna incremento casi totali alla tabella di riepilogo giornaliero.

La scelta infelice del nome (perché non “nuovi contagi giornalieri”?) e la pervicacia dell’ufficio stampa protezione civile nel continuare a fare riferimento alla variazione degli attualmente positivi, continuano a mantenere viva la confusione su questi numeri.

Cosa dicono questi numeri oggi?

Il numero dei nuovi positivi non fornisce indicazioni illuminanti circa lo stato del contagio, è molto volatile e, per queste ragioni, potrebbe benissimo non essere riportato.

Da un punto di vista generale, l’unico peggioramento che si rileva, sia a livello nazionale che regionale, è purtroppo un incremento di R0 che è passato da 0,8 a 0,87 (o un intorno di questo); questo incremento è stato previsto 10 giorni fa mediante il modello di simulazione realizzato dal team di esperti UniGe (proff. De MariaScarpa, Tonelli) e Helpy (Banchi), in considerazione dell’incremento di mobilità registrato dalle celle telefoniche. I dati proiettati sui successivi 10 giorni hanno confermato le previsioni essendo il nuovo valore più preciso rispetto allo scenario con 0,8. Contemporaneamente all’incremento di R0 si rileva una riduzione del numero di pazienti ospedalizzati; rispetto alle settimane passate, i soggetti ammalati si aggravano meno e vengono più spesso curati nelle loro abitazioni (senza ricovero ospedaliero).

La situazione è ovviamente molto delicata: “riaprire” il Paese con un R0 prossimo a 0,9 presenta rischio concreto di oscillazione intorno a 1; tale rischio potrebbe essere contenuto con le adeguate misure di prevenzione e una maggiore sensibilità sul fronte operativo di trace, test, treat.

Sarà di fondamentale importanza modulare con grande attenzione la fase 2 se vogliamo evitare che il futuro quadro epidemiologico sia caratterizzato da un picco di rimbalzo.

di Andrea De Maria, Federico Scarpa, Flavio Tonelli